I Mulini

Nel 1528/39 operano a Prun e a Torbe dieci mulini che lavorano con le acque delle numerose fontane locali (ASVr, Camera Fiscale, reg. 119, c.265). Mentre i mulini di Torbe risultano sin dal XVI secolo proprietà di una ricca famiglia cittadina, i Boldieri, quelli di Prun restano di proprietà di famiglie locali. Si assiste, anzi, anche qui a fenomeni comuni a gran parte dell'area collinare veronese: la specializzazione e la trasmissione ereditaria dell'arte molitoria e la proprietà da parte di un unico familiare di più mulini. Il rigore climatico non mancava di far sentire le sue pesanti conseguenze sull'arte molitoria specie in inverno, in conseguenza di gelate altre difficoltà erano poi dovute all'estrema variabilità della portata d'acqua. L'estimo del comune di Prun riporta nel 1766 una nota completa dei proprietari dei mulini con utili osservazioni sugli stessi (ASVr, Antichi Estimi Provvisori, reg. 605): "Valente Tomasi possiede un mulino terragno a copedello in pertinenza di Prun, contrà di Val confina strada Comun e possessore. Macina pochissimo all'anno per essere condotto da acque incerte e accidentali non potendo in tempo d'inverno macinare per il ghiaccio; stima Ducati 10. Tre simili in detta pertinenza e contrada; parte dell'anno sono infruttosi per mancanza dell'acqua e per il ghiaccio, Ducati 18. Tre detti in pertinenza di Prun in contrà di Prà di ragione degli eredi del q. Gerolamo Marangoni di Fane, confina i vaj e gli stessi possidenti e per essere scarsi di acqua e per il ghiaccio rare volte possono macinare, Ducati 33. Un altro simile di ragion degli eredi del q. Antonio Guardini di Fane in contrà Moniver, confina da due il vaio e i possidenti, stima Ducati 11; quale macina poco a l'anno per esser mancante l'acqua e per il ghiaccio". (Pase, 1991).

Come precedentemente citato, già nel X secolo è segnalata la presenza di un mulino a Mospigolo di Prun.